14.XI.2005 – FORZA ITALY

Il commercio interno dà segnali di risveglio per il cuoio. “La situazione è migliorata, mentre permangono difficoltà nell’export. Il cambio euro-dollaro è l’elemento negativo, ma anche all’interno dell’Unione europea i traffici si sono ridimensionati in maniera drastica: Spagna e Portogallo, con cui avevamo intensi rapporti, hanno risentito più dell’Italia della concorrenza del Medio Oriente – osserva l’imprenditore Sandro Seli a Ponte a Egola -. Perché pur avendo costi di manodopera simili ai nostri non hanno potuto far leva su un marchio come il Made in Italy”.