27.VIII.2004 – DIAGNOSI E CURA

“Da tempo i mali della scarpa sono stati diagnosticati, ma senza poi essere curati a dovere. “Occorre puntare sulla qualità e non alla quantità, e cercare spazi commerciali propri anziché lavorare per le grandi griffe che quando si aprono nuovi mercati a costi competitivi, non rinnovano le ordinazioni”, osserva Guido Botti, a Fucecchio erede di una grande famiglia di imprenditori. Il numero delle aziende calzaturiere ha avuto negli ultimi anni un ridimensionamento e quelle rimaste sono per la maggior parte senza problemi; tuttavia occorre lungimiranza.