21.VI.2001 – SVILUPPO

A Santa Croce sull’Arno e a Ponte a Egola ci s’interroga: piccolo bello, o no? “Il modello di sviluppo conciario sottoposto a profondi ripensamenti” rispondono all'Unic (Unione Nazionale Industria Conciaria), che raggruppa 1400 concerie, 1000 aziende conto terziste e 25 mila lavoratori (oltre 12 mila miliardi di fatturato nel 2000). E per uscire da una crescente debolezza strutturale l'Unic – neo vicepresidente il dott. Mario Di Stefano - chiede alle aziende di crescere, di ingrandirsi, di eliminare le logiche artigianali.