11.IV.2001 – SORPASSO OLTREMARE

Non pi la Romania, ma l’Albania il paese balcanico dove viene delocalizzata la maggior produzione di calzature italiane. E allora Timisoara, con 600 aziende e 60 mila addetti al lavoro per toscani e lombardo veneti? Battuti da marchigiani e pugliesi, che tornano a fidarsi di Tirana e dintorni. “Il motivo un altro: la convenienza – spiega un calzaturiere di San Miniato Basso - nell’ex Jugoslavia la manodopera ha un costo stracciato”. E infatti il traffico di perfezionamento passivo per la prima volta in diminuzione verso la Romania: meno di 60 milioni di paia di scarpe.